Affittare un immobile attraverso un professionista non si limita a delegare la redazione di un annuncio. Il quadro normativo è cambiato: dal 1° gennaio 2025, un’abitazione classificata G nel DPE non soddisfa più il criterio di decenza in metropolitana. Le abitazioni F seguiranno nel 2028, poi le E nel 2034. Prima ancora di parlare di inquilino o di contratto, la prima domanda da risolvere riguarda l’etichetta energetica dell’immobile e ciò che essa consente ancora.
DPE e divieto di affitto: cosa deve verificare il professionista prima di ogni locazione
Il diagnostic di prestazione energetica non è più un documento d’archivio da allegare al fascicolo. Condiziona ora il diritto di affittare. Un professionista incaricato di gestire una locazione deve incrociare due informazioni: la classe DPE dell’immobile e la data di scadenza del contratto in corso o futuro.
La distinzione tra divieto di affitto e congelamento degli affitti merita di essere chiarita. I due dispositivi coesistono ma non mirano alle stesse situazioni.
| Classe DPE | Congelamento degli affitti (revisione, nuova locazione, rinnovo) | Divieto di locazione (criterio di decenza) |
|---|---|---|
| G | Sì, in vigore | Dal 1° gennaio 2025 |
| F | Sì, in vigore | A partire dal 2028 |
| E | Non interessato a questo stadio | A partire dal 2034 |
Per un proprietario che affida il proprio immobile a un’agenzia, il mandato di gestione dovrebbe precisare come il professionista verifica la classe DPE e applica le restrizioni all’affitto. Un vecchio DPE favorevole non protegge se l’immobile è stato riclassificato durante un nuovo diagnostic.
Quando un agente immobiliare propone di affittare un immobile con Immo Planet, questa verifica preliminare fa parte del pacchetto di servizi atteso, molto prima della ricerca di candidati.

Garanzia affitti non pagati: le differenze tra contratti che il proprietario ignora spesso
Sottoscrivere una garanzia affitti non pagati (GLI) rassicura. Leggere le sue condizioni di indennizzo, meno. Secondo un’indagine di Challenges pubblicata il 20 settembre 2026, le GLI comportano limiti, franchigie, esclusioni e periodi di carenza il cui impatto finanziario varia notevolmente da un contratto all’altro.
Un professionista che gestisce la locazione dovrebbe confrontare questi parametri, non limitarsi a spuntare la casella “assicurazione sottoscritta”. I punti da esaminare in un contratto di GLI:
- Il limite di indennizzo mensile e la durata massima di copertura, che possono limitare la copertura a pochi mesi soltanto
- I termini di dichiarazione da rispettare scrupolosamente, pena la perdita del diritto all’indennizzo
- Le esclusioni legate al profilo dell’inquilino (tipo di contratto di lavoro, rapporto affitto/redditi non conforme ai criteri dell’assicuratore)
- La franchigia eventuale, che lascia i primi mesi di morosità a carico del proprietario
Rispettare rigorosamente le procedure previste dal contratto condiziona l’indennizzo. Un ritardo nella dichiarazione o un fascicolo inquilino incompleto può essere sufficiente a sospendere la garanzia. Il ruolo del professionista consiste qui nel garantire la sicurezza della catena documentale sin dalla firma del contratto.
GLI e cauzione: due dispositivi raramente cumulabili
La legge vieta al locatore che sottoscrive una GLI di richiedere parallelamente un garante persona fisica, salvo che l’inquilino sia studente o apprendista. Un professionista esperto adatta la strategia di copertura al profilo del candidato selezionato, piuttosto che applicare uno schema unico.
Mandato di gestione locativa: le clausole che fanno la differenza tra agenzie
Affidare la gestione locativa a un professionista impegna il proprietario nel tempo. Il mandato di gestione è un contratto, non una formalità. Due agenzie possono proporre onorari comparabili e offrire servizi molto diversi in pratica.
La redazione del mandato determina il livello reale di delega. Alcuni mandati coprono solo la ricerca di inquilini e la redazione del contratto. Altri includono il monitoraggio dei lavori, la gestione dei sinistri, la dichiarazione fiscale dei redditi fondiari e il recupero amichevole in caso di morosità.
Le differenze riguardano anche la frequenza dei rapporti di gestione, la rapidità di rimborso degli affitti incassati e le condizioni di risoluzione del mandato. Un proprietario che confronta due proposte dovrebbe leggere le clausole relative a questi tre punti prima di considerare il tasso di onorari.
Stato di fatto d’ingresso e di uscita: un aspetto sottovalutato
Un dettagliato stato di fatto protegge il locatore tanto quanto un buon contratto di assicurazione. Il professionista che realizza lo stato di fatto si assume la responsabilità sulla descrizione dell’immobile. In caso di controversia all’uscita, è questo documento che funge da riferimento per la trattenuta sulla cauzione.
Le agenzie che utilizzano strumenti digitali per lo stato di fatto (foto con data e ora, descrizioni stanza per stanza) producono documenti più difficili da contestare rispetto a un modulo cartaceo compilato a mano.

Contratto di affitto arredato o vuoto: l’impatto fiscale che il professionista deve considerare
La scelta tra affitto arredato e affitto vuoto non si limita ai mobili da fornire. Il regime fiscale applicabile differisce radicalmente tra le due formule, e questa differenza influisce sulla redditività netta dell’immobile.
Nell’affitto arredato, i redditi rientrano nei profitti industriali e commerciali (BIC). Nell’affitto vuoto, sono tassati come redditi fondiari. Il professionista che accompagna la locazione dovrebbe presentare una simulazione comparativa prima che il proprietario si impegni su un tipo di contratto.
La durata del contratto varia anche: un anno minimo per l’arredato (nove mesi per uno studente), tre anni per l’affitto vuoto. Questa restrizione di durata influisce direttamente sulla flessibilità del proprietario, soprattutto se intende recuperare l’immobile a medio termine.
La scelta del tipo di contratto condiziona anche le obbligazioni di attrezzatura. Un immobile arredato deve rispettare un elenco normativo di mobili minimi, verificabile dall’inquilino all’ingresso nei locali. Un’assenza in questo elenco può riclassificare il contratto in affitto vuoto, con le conseguenze fiscali e giuridiche che ne derivano.
Affittare un immobile con un professionista non garantisce l’assenza di difficoltà, ma sposta il rischio verso problemi identificati e documentati. Il DPE che condiziona il diritto di affittare, la GLI le cui clausole variano da un assicuratore all’altro, il mandato il cui perimetro reale si legge nei dettagli: sono queste tre verifiche tecniche che separano una locazione serena da un investimento fragile.



